Conferenza Retrievers  

Patologie ereditarie delle anche e dei gomiti a cura del Dr. Aldo Vezzoni

Le oculopatie ereditarie a cura del Prof. Claudio Peruccio

Al raduno retrievers del 24 marzo 2001 a Crocetta di Montello (TV) è stato organizzato un interessante convegno sulle malattie ereditarie che colpiscono i retrievers con la collaborazione di esperti del settore, il Dr. Aldo Vezzoni per le malattie scheletriche e il Prof. Aldo Peruccio per le oculopatie. Per il benessere dei nostri animali è molto importante che vi sia collaborazione tra allevatori, proprietari e medici veterinari per poter tenere sotto controllo le patologie ereditarie seguenti.

LA DISPLASIA DELL'ANCA

Questa malattia articolare che colpisce più di 150 razze, tra cui i retrievers, consiste in una malformazione dell'acetabolo o del femore e quindi in una mancanza di congruenza dell'articolazione che provoca una degenerazione articolare e la formazione di artrosi cronica. Normalmente colpisce entrambe le articolazioni e si manifesta con zoppia del soggetto tra i sei mesi e l'anno di età. La causa di questa malattia è da attribuire a diversi fattori.

fattori genetici ereditari : genitori che hanno questo tipo di malformazione hanno circa il 25% di possibilità di trasmetterlo alla loro progenie.

fattori genetici generici : struttura ossea, muscolare, tendinea e loro equilibrio, l'incremento del peso medio dell'animale e velocità di accrescimento nei primi sei, nove mesi di vita.

fattori ambientali : una alimentazione inadeguata, l'eccessivo movimento o la sovralimentazione durante la delicata fase di crescita, il tipo di terreno sul quale cresce. Una prevenzione sicura per questa malattia non esiste in quanto non si è ancora in grado di valutare dal DNA la predisposizione di un soggetto. Si cerca quindi di effettuare un esame radiologico su tutti i soggetti riproduttori e di utilizzare per la riproduzione solo quelli esenti da displasia. Questo, purtroppo, non garantisce che la discendenza sia sana perché anche soggetti senza displasia possono essere portatori di geni, ma diminuisce la possibilità che ciò accada. Può essere utile sottoporre i soggetti della stessa famiglia al test della progenie, che consiste nell'esame di tutti i soggetti della stessa famiglia, in modo da esercitare un controllo sulle qualità dei geni dei riproduttori. I controlli sulla displasia si effettuano dopo l'anno di età del soggetto, cioè al completamento dell'accrescimento osseo. In Italia la lettura ufficiale della displasia dell'anca prevede cinque gradi: A - normale, B - quasi Normale, C - leggera displasia, D - media displasia, E - grave displasia. Le terapie per i soggetti affetti da displasia possono essere di tipo conservativo (come il controllo del peso, controllo dell'attività motoria, la somministrazione di sostanze antiinfiammatorie non steroidi e di sostanze conservative per le cartilagini) o di tipo chirurgico. La triplice osteotomia del bacino si effettua dal sesto all'ottavo mese di età del cane e consiste nella rotazione del segmento acetabolare in modo che l'articolazione riesca a rimanere in sede; in questo modo si rallenta il processo degenerativo articolare dato dall'errato sfregamento. La DAR artroplastica che consiste nella costruzione di un tetto acetabolare artificiale, mediante un trapianto osseo, in modo da riuscire a trattenere la testa femorale. Questi tipi di interventi vengono effettuati quando non si ha di fronte una situazione degenerata. Altrimenti si deve prendere in considerazione la protesi dell'anca, intervento molto efficace ma dispendioso o, in alternativa, l'ostectomia della testa e del collo del femore e la miotomia del muscolo pettineo. Questi ultimi interventi sono praticati nel cane adulto o anziano, cioè quando non è più possibile intervenire con la triplice osteotomia del bacino o con la DAR e viene giudicata troppo costosa la protesi dell'anca.

LA DISPLASIA DEL GOMITO

Questa malformazione comporta uno sviluppo anomalo dell'articolazione del gomito che col tempo provoca la formazione di artrosi.Vi sono varie patologie: la frammentazione del processo coronoideo mediale dell'ulna (FCP), la incongruenza articolare (INC), l'osteocondrite dissecante del comparto mediale del condilo omeorale (OCD) e la mancata unione del processo anconeo dell'ulna (UAP). Si può avere displasia del gomito quando nella crescita dell'animale la cartilagine articolare non si trasforma in osso o quando non c'è una crescita proporzionata di radio e ulna per cui avviene uno squilibrio sul gomito che porta ad una vistosa zoppia. Come per la displasia dell'anca concorrono molti fattori a provocare questa patogia: ereditarietà, fattori ambientali e nutrizionali, un rapido accrescimento. Di conseguenza l'unica prevenzione che oggi possiamo fare è di riprodurre solo soggetti sani in modo da diminuirne il rischio di incidenza. In Italia la lettura FSA prevede quadro gradi: 0 - normale, 1 - artrosi moderata, 2 - leggera artrosi, 3 - artrosi grave. E' ammessa la riproduzione dei soli soggetti con 0 e 1. Riguardo la terapia è fondamentale la diagnosi precoce. In tal caso si può intervenire chirurgicamente risanando la congruenza anatomica. Nei casi in cui l'artrosi abbia già compromesso l'articolazione l'unica terapia è quella conservativa, usando antiinfiammatori, riducendo il peso del cane e controllando la sua attività fisica.

LE MALATTIE EREDITARIE DELL'OCCHIO

Nei retrievers vi sono varie malattie oculari che si trasmettono per ereditarietà. Vi sono malattie che producono solo un'alterazione dell'aspetto estetico dell'animale, senza compromettere la sua salute e quindi sono di minore rilevanza:

l'entropion che si ha quando il margine palpebrale dell'occhio si riavvolge verso l'interno;

l'ectropion quando la palpebra si rilassa e si abbassa, rovesciandosi verso l'esterno;

la distichiasi quando le ciglia crescono in modo da creare un'irritazione agli occhi.

Le oculopatie gravi che vanno invece considerate seriamente sono:

la cataratta che provoca opacità della lente o del cristallino e nei casi più gravi porta l'animale alla cecità. Può essere corretta chirurgicamente, ma è molto importante non riprodurre i soggetti che abbiano avuto questa patologia;

l'atrofia progressiva della retina (PRA) è la peggiore delle malattie oculari, considerando il fatto che non è curabile. In questo caso è molto importante togliere dalla riproduzione il soggetto e tutti i suoi ascendenti e discendenti. Fortunatamente in Italia sono stati riscontrati pochi casi;

l'atrofia progressiva centrale della retina provoca una degenerazione della retina e quindi la cecità dell'animale. Questa malattia è causata dalla errata alimentazione e da problemi metabolici. In Ialia non sono stati riscontrati casi;

displasia della retina che si diagnostica entro i primi tre mesi di vita e si manifesta con lesioni a pieghe, ad aree geografiche o con distacco di retina.